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La riabilitazione nella protesi di spalla

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La riabilitazione nella protesi di spalla

L’articolazione della spalla è quella meno frequentemente colpita da processi artrosici; tuttavia la degenerazione delle superfici articolari può essere causa di limitazione funzionale e dolore tale da richiedere un intervento chirurgico.
L’esito del trattamento riabilitativo è legato a diversi fattori, in particolare: l’integrità dei tessuti periarticolari (cuffia dei rotatori), la qualità dell’osso, la presenza di eventuali malattie reumatiche sistemiche.
Dopo l’intervento, già in sala operatoria, viene applicato all’arto-operato un tutore in abduzione che il paziente dovrà mantenere per un periodo variabile di 3-4 settimane.
In queste settimane il tutore potrà essere rimosso solo per consentire al paziente le cure igieniche o per effettuare la seduta di fisioterapia.
Il trattamento riabilitativo per il paziente operato di artroprotesi di spalla inizia 48 ore dopo l’intervento, dopo la rimozione dei drenaggi.
Durante la I settimana sono consentiti solo movimenti passivi di flesso-estensione della spalla e minimi movimenti di rotazione interna, mentre vanno assolutamente evitati movimenti in abduzione e rotazione esterna con la spalla in flessione; sono invece consentiti movimenti attivi di flesso-estensione del gomito, polso e mano.
Dalla II settimana si introducono movimenti in rotazione esterna per escursioni limitate a 15-20° e comunque con il gomito addotto (vicino al fianco).
Nei giorni successivi il trattamento prosegue incrementando l’escursione della flesso-estensione sia passivamente sia con esercizi attivi, prosegue il recupero dell’articolarità sugli altri piani e si introducono esercizi di rinforzo muscolare.
Alla fine del II mese possono essere introdotti esercizi propriocettivi per la spalla (con tavoletta o palla).
Nel caso di pazienti con cuffia dei rotatori non riparabile il trattamento riabilitativo potrà subire delle variazioni nel senso che potrebbe essere necessario ritardare l’inizio della mobilizzazione; inoltre il recupero della escursione articolare potrebbe essere più limitato.

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