10 Marzo 2026

Fertilità maschile ed alimentazione: un connubio indissolubile

Fertilità maschile ed alimentazione: un connubio indissolubile

L’infertilità, ovvero l’incapacità di ottenere un concepimento spontaneo, colpisce circa il 15% delle coppie nei Paesi Occidentali.

In questo scenario, un fattore maschile di infertilità è riconoscibile fino al 50% dei casi, manifestandosi con alterazione dei parametri del liquido seminale.

Oggigiorno, sappiamo come la fertilità maschile sia ampiamente influenzata, oltre che da patologie ormonali, problemi fisici ed anomalie cromosomiche, anche da fattori esterni od ambientali: inquinamento, fumo di sigaretta, consumo di alcol, attività fisica e, soprattutto, regime alimentare. Relativamente a quest’ultimo fattore, l’obesità (conseguente ad eccessivo introito calorico e sedentarietà) risulta deleteria per la fertilità maschile, a causa di molteplici effetti negativi, quali: aumento degli ormoni estrogeni circolanti (prodotti dal tessuto adiposo in eccesso e in grado di alterare il normale equilibrio ormonale testicolare), aumento della temperatura scrotale (provocato dal volume del pannicolo adiposo addominale) e, soprattutto, incremento dell’infiammazione e dello stress ossidativo a livello sistemico, causato da una eccessiva produzione di sostanze proinfiammatorie (citochine). Ed è proprio  quest’ ultimo aspetto, cioè l’aumento dei Radicali Liberi dell’ossigeno (ROS) a livello del tessuto testicolare,   che sembra risultare  tra i maggiori responsabili   dell’alterazione dei parametri del liquido seminale (attraverso danni del DNA spermatico).

Intuitivamente, quindi, una dieta per la fertilità maschile deve essere ricca di antiossidanti, vitamine e minerali, privilegiando il modello mediterraneo. Alimenti chiave includono pesce azzurro (Omega-3), frutta secca, verdure a foglia verde (acido folico), pomodori (licopene) ed olio extravergine di oliva. È fondamentale, altresì, ridurre o evitare insaccati, bevande alcoliche e cibi ultra-processati.

Inoltre, una vasta letteratura sottolinea l’importanza della vitamina D per una efficace spermiogenesi. Da ciò ne consegue la raccomandazione di associare ad una salutare dieta mediterranea una moderata quota di attività fisica, possibilmente all’aria aperta, con una prudente esposizione solare (non nelle ore più calde!).

Possiamo dunque concludere, alla luce di dati scientifici inconfutabili, sottolineando l’importanza di adottare, fin dalla giovane età, stili di vita corretti (alimentazione mediterranea e costante, adeguata attività motoria), capaci di neutralizzare anche gli effetti deleteri di fattori ambientali, come l’inquinamento, sulla capacità riproduttiva maschile.

 

A cura del dottor Vincenzo De Siena

Ambulatorio di Dietetica e Nutrizione, Casa di Cura Villa Bianca.