19 Luglio 2019

Malattie reumatiche in estate: tra buoni consigli e falsi miti

Malattie reumatiche in estate: tra buoni consigli e falsi miti

L’estate: un toccasana o un problema in più per chi soffre di patologie reumatiche? Abbiamo chiesto un parere alla dott.ssa Oriana Elena Casilli, reumatologa del gruppo “Villa Bianca”: ecco a voi alcuni consigli di massima per affrontare al meglio la stagione più calda!

 

“Il sole fa sempre bene alle ossa”: è una verità o un luogo comune? Ci sono casi in cui l’esposizione al sole è sconsigliata per chi soffre di malattie reumatiche?

Sicuramente l’esposizione solare produce dei vantaggi a livello osseo, perché consente la sintesi cutanea della vitamina D3 ed attiva i processi necessari all’assorbimento del calcio. Basti pensare che una piena esposizione del corpo ai raggi UV, che provoca un leggero colore rosa della pelle (dose minima eritemica, 1 MED), è equivalente ad un’assunzione orale di vitamina D3 tra i 250 e i 625 microgrammi.

Perché si verifichi il migliore assorbimento della radiazione solare, in primavera ed estate nel nostro Paese, sono sufficienti circa 15 minuti, nella finestra temporale tra le ore 10 e le 15; ovviamente queste sono indicazioni di massima: l’attivazione della vitamina D può essere influenzata da fattori come l’età, la quantità di cute esposta, il proprio fototipo, l’uso di creme solari.

Entrando nello specifico dei malati reumatici: per chi soffre di artrosi, il caldo, soprattutto se secco, può attenuare almeno parzialmente il dolore e il fastidio articolare.

Nel caso delle artriti, invece, il caldo intenso e l’esposizione diretta al sole, specie nelle ore centrali della giornata, possono riacutizzare un quadro articolare infiammatorio e il dolore che ne consegue, mentre la psoriasi cutanea migliora con l’esposizione al sole.

Sicuramente, invece, si sconsiglia l’esposizione ai raggi solari a coloro che soffrono di reumatismi autoimmuni come il Lupus (LES): i raggi ultravioletti sono, infatti, uno dei maggiori fattori di rischio per la riacutizzazione. In questo caso è opportuno non solo evitare l’esposizione diretta, ma difendersi anche il più possibile con cappelli e creme protettive che blocchino i raggi ultravioletti.

 

L’alto tasso di umidità, soprattutto di sera, è una condizione tipica del nostro clima in estate: può rappresentare un problema per i malati reumatici, o contribuire all’insorgenza della patologia?

La maggior parte delle malattie reumatiche è causata da fattori molteplici e c’è un consenso comune sul fatto che le diverse condizioni climatiche non figurino tra i fattori scatenanti: il meteo, insomma, non provoca l’insorgenza delle malattie reumatiche.

Appare evidente, invece, l’influenza dei fattori atmosferici sulla sintomatologia e quindi sul decorso clinico delle principali malattie reumatiche, anche se la letteratura non è del tutto concorde sull’argomento.

Il dolore nel caso di osteoartrosi tende a peggiorare con l’umidità, a causa dell’incremento delle contratture muscolari e della riduzione della soglia di stimolazione dei nocicettori: la variazione della pressione atmosferica determina una modificazione della pressione delle articolazioni e della tensione dei tessuti molli.

 

Ci sono cibi particolari o abitudini alimentari ideali per chi è affetto da queste problematiche?

Non esiste un legame diretto fra cibo e reumatismi.

È però ormai certo che la dieta mediterranea risulta essere quella più rispettosa delle necessità nutrizionali del nostro organismo: essa, infatti, prevede un consumo ridotto di carne rossa ed altri cibi ricchi di proteine. Fornisce tutti i nutrienti in quantità adeguate, utili cioè ad evitare deficienze di sostanze necessarie a mantenere un buon equilibrio del sistema immunitario e dell’apparato muscolo-scheletrico, evitando il sovraccarico proteico.

Per il resto, non esistono “diete” che abbiano scientificamente dimostrato di essere utili nel prevenire le malattie reumatiche. Sicuramente durante il periodo estivo un accorgimento da attuare è quello di adottare un’alimentazione composta in prevalenza da frutta e verdura, evitando le bevande ghiacciate, a maggior ragione se gassate, e limitando al massimo il consumo di alcolici, per permettere un’adeguata idratazione.

Bisogna tener presente che chi soffre di patologie reumatiche tende a trattenere liquidi, in risposta alla infiammazione cronica. Per favorire la riduzione dell’infiammazione, si consiglia di ridurre l’assunzione di alimenti liberatori di istamina: frutti come le fragole e le pesche, ma anche molluschi e crostacei.