07 luglio 2018

L’artroscopia della spalla

L’artroscopia della spalla

Intervista al Dr. Vincenzo De Cupis, Specialista della Chirurgia di Artroscopia della Spalla e del Gomito, membro titolare della Società Europea della Chirurgia della Spalla e del Gomito

 

Cos’è l’artroscopia della spalla?

L’artroscopia è una procedura diagnostico-chirurgica, che porta il chirurgo ortopedico a vedere ed operare dentro un’articolazione, in questo caso la spalla, usando l’artroscopio, uno strumento a forma di penna, con una microcamera collocata ad un’estremità.

Le immagini catturate dalla microcamera vengono trasmesse su un monitor e possono essere ingrandite fino a dare una visione eccezionalmente chiara dell’articolazione. In questo modo il chirurgo riesce ad operare, usando strumenti mini invasivi inseriti da altre piccole incisioni sulla pelle.

 

Quali sono i vantaggi derivanti dall’utilizzo dell’artroscopio?

L’introduzione dell’artroscopio ha portato grossi vantaggi nella chirurgia articolare. La tecnica chirurgica è meno traumatica, la guarigione più rapida, le cicatrici ridotte ed il ricovero ospedaliero più breve.

 

Quando è necessaria l’artroscopia di spalla?

Si ricorre all’artroscopia di spalla in caso di:

  1. Perdita di frammenti di osso o cartilagine: le dure superfici articolari affette da artrosi o depositi di calcio possono essere rovinate e perdere frammenti di osso o cartilagine che possono essere rimossi in artroscopia.
  2. Danni ai legamenti o tendini: una lesione della cuffia dei rotatori comporta una spalla spesso dolorosa e debole. Questa può essere riparata artroscopicamente, migliorando il dolore e la forza della spalla.
  3. Instabilità di spalla: i legamenti rinforzanti ed i tendini della spalla possono essere lesionati da trauma o iperutilizzo. Questa patologia può causare lussazione dell’articolazione. Per rimediare a questa condizione, artroscopicamente si possono riparare i danni di queste strutture e/o rimetterle in tensione.
  4. Degenerazione o lesione o iperutilizzo della spalla possono causare un conflitto tra i tendini sottostanti, la clavicola e l’acromion sovrastante. Questa diminuzione dello spazio porta infiammazione e conflitto della cuffia dei rotatori. L’osso responsabile del conflitto può essere rimosso artroscopicamente (decompressione sottoacromiale) restaurando lo spazio e togliendo l’infiammazione.

 

Ci sono controindicazioni per l’intervento artroscopico?

Non ci sono particolari controindicazioni a questo tipo di chirurgia. Infatti è quasi sempre possibile sottoporsi ad intervento senza anestesia generale ma con anestesia periferica, che rende insensibile solo la spalla ed il braccio omolaterale.

 

C’è una particolare terapia da fare dopo l’intervento?

Dopo l’intervento chirurgico artroscopico non c’è necessità particolare di farmaci, se escludiamo quelli per il controllo del dolore. È chiaro però che il paziente operato avrà necessità di recuperare rapidamente la forza e l’articolarità. Questo risultato verrà ottenuto con una programmata e continua fisioterapia eseguita sotto il controllo di un fisioterapista esperto.

 

 

 

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